SEO tool a confronto: quale scegliere per la keyword research?

I migliori SEO tool a confronto

Quali sono i migliori SEO tool? Beh, la risposta ovvia è quella che ogni esperto darebbe in questi casi: dipende. Non puoi fare un’unica valutazione per individuare un unico strumento per la tua attività SEO. Questo perché ci sono diversi lavori in cantiere che pretendono più competenze.

E quindi ci sono tanti strumenti necessari per l’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca. Anche i vari tool come Screaming Frog fanno parte della toolbox necessaria a ogni professionista che dedica le sue giornate a posizionare siti web nelle prime pagine di Google. Proviamo, però, a concentrarci su un unico tema. Ad esempio la keyword research, ti va?

Quali sono i migliori SEO tool per fare l’analisi delle keyword da affrontare ogni giorno sul proprio blog o sito web? Ecco una lista degli strumenti che uso nei miei progetti i web copywriting. E che consiglio a tutti senza battere ciglio, per un motivo o per un altro.

Per approfondire: Chi è e cosa fa un SEO Specialist

Analisi keyword: Semrush e Seozoom

La base di partenza: capire costo per click e volume di ricerca delle keyword più importanti, cercando di decifrare la tendenza del pubblico su una query. La prima divisione da fare è quella tra query transazionali, che riguardano un’azione commerciale del pubblico, e informazionali. In questo modo puoi individuare la struttura del sito e creare delle pagine.

In questo caso è importante lavorare con piattaforme di analisi delle query potenti e complete. Quelle che consiglio: Semrush e Seozoom. In entrambi i casi puoi contare su un archivio keyword potente e completo. Semrush è indicato soprattutto per i progetti internazionali dato che puoi fare keyword research in più lingue. Quindi direi che la base di partenza è qui:

  • Semrush.
  • Seozoom.

Potrei aggiungere Keyword Planner di Google, per anni la base imprescindibile di ogni analisi SEO ma che nel tempo ha abbandonato la completezza delle informazioni lasciando solo a chi ha campagne attive la possibilità di visualizzare tutti i dati. Questo punto ha limitato l’uso del tool per fini SEO, aprendo spazi infiniti per tool come quelli che ho citato.

Senza dimenticare che ci sono altri nomi che meritano comunque di essere citati quando si parla di analisi SEO, come Majestic e Ahrefs. Non li conosco bene, ma sono comunque ideali in fase di analisi preliminare. Soprattutto per quanto concerne l’analisi dei collegamenti in ingresso.

Mai perdere di vista Google Suggest

Uno dei punti essenziali per fare una buona ricerca delle keyword è Google Suggest, vale a dire la funzione di Mountain View che completa le ricerche con i suggerimenti che vengono suggeriti dalle query già effettuate dal pubblico. Nello specifico, come riporta lo stesso Google:

Le previsioni di ricerca sono generate da un algoritmo, senza alcun intervento umano. L’algoritmo si basa su diversi fattori, ad esempio la frequenza con cui altri utenti hanno cercato un termine; è progettato per mostrare la gamma di informazioni presenti sul Web; infatti le previsioni possono essere correlate a diversi tipi di argomenti popolari.

Le informazioni condivise rispetto al completamento automatico delle ricerche ci fa capire che non puoi ignorare i consigli che trovi in queste stringhe. Perché c’è sempre qualcosa da imparare da Mountain View, soprattutto quando ti dà la possibilità di guardare in ciò che è stato fatto prima del tuo arrivo. La grandezza dei suggerimenti riguarda proprio questo punto.

Stai dando uno sguardo negli archivi del motore di ricerca. E nelle necessità espresse dal pubblico. Non è forse questo il punto da sfruttare se vuoi scrivere contenuti di qualità?

Usa G Related Search per migliorare i risultati

Se vuoi ottimizzare il lavoro delle ricerche correlate di Google puoi sfruttare un add-on di Chrome che consente di far esplodere tutti i suggerimenti relativi allo snippet. Avrai notato che da qualche tempo i Google Suggest si riferiscono al singolo risultato. Per individuare tutti i consigli verso le correlazioni puoi usare G Related Search.

G Related Search
Ecco G Related Search all’opera.

Ecco uno screenshot di G Related Search nel momento in cui estrapola i suggerimenti per ogni risultato. In questo modo puoi velocizzare il lavoro di ricerca e analisi delle parole chiave da usare per arricchire ciò che hai già fatto con Ubersuggest e Answer The Public. Aspetta, ancora non hai iniziato con questi nomi? Male, possono essere annoverati tra i migliori SEO tool…

Ubersuggest e Answer The Public

Un passo decisivo per la tua analisi delle keyword: scegliere i migliori SEO tool per individuare correlazioni e keyword secondarie. Semrush e Seozoom ti aiutano in questa fase, ma non riescono a scendere in profondità quando lavoriamo su query con valore commerciale pari a zero.

Eppure queste ricerche informazionali possono diventare uno strumento decisivo per articolare un piano editoriale per il blog. E per completare lo spettro dei contenuti di un portale. Quali sono i tool indispensabili in questi casi? Io uso Ubersuggest e Answer The Public.

Quest’ultimo è decisivo soprattutto per le long tail keyword, per le ricerche a coda lunga. La caratteristica di Answer The Public è proprio quella di restituire una serie di ricerche che partono dalla keyword individuata, più preposizioni differenti che consentono di creare uno spettro rappresentativo dell’esperienza linguistica espressa dal pubblico in fase di ricerca.

Ubersuggest è meno articolato dal punto di vista linguistico ma offre una serie di funzioni in più. In primo luogo puoi sfruttare i dati di Google Suggest e Keyword Planner. Inoltre hai la possibilità di riassumere in un’unica schermata CPC e volume di ricerca di tutte le keyword visualizzate. Detto in altre parole, è una sintesi ideale per creare un buon calendario editoriale.

Google Trends per valutare la tendenza

Il passo successivo è quello di valutare la tendenza temporale della keyword, vale a dire come si evolve nel tempo. Per svolgere questo compito consiglio un SEO tool gratuito che possono usare tutti, anche perché è semplice e intuitivo. Sto parlando di Google Trends, un vero punto di riferimento per capire come si comportano le persone verso una ricerca nel tempo.

Ricorda che anche Google Trends offre delle risposte interessanti in termini di keyword correlate. In particolar modo dà una serie di indicazioni sui termini in ascesa, senza dimenticare il confronto temporale che puoi riprodurre in chiave grafica per capire eventuali orientamenti sulla nicchia da affrontare. E questo è un punto imprescindibile, lo sai.

Da leggere: SEO quanto costa? E poi SEO o Adwords, come scegliere?

Migliori SEO tool: la tua soluzione

Difficile arrivare a una conclusione netta, perché non esiste una lista dei migliori SEO tool in assoluto. Ci sono una serie di indirizzi da valutare e vagliare per ottenere i risultati che ti possono dare una mano. Senza dimenticare lo strumento più utile e importante in questo caso.

Sto parlando del cervello. Vale a dire quel mix di intuizione, esperienza, flessibilità e buon senso che ti dà la possibilità di contestualizzare tutto ciò che ottieni dagli strumenti. Ricorda, senza il tuo contributo ogni SEO tool è muto, inutile. Sei d’accordo? Lascia eventuali opinioni nei commenti e parliamo dei migliori strumenti per l’ottimizzazione secondo la tua esperienza.

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