Il link building è ancora una strategia efficace per la SEO? Sì, se punti alla qualità!

Il link building è ancora efficace per la SEO - Exelab Digital Marketing

Agli albori del web, quando ancora il temutissimo algoritmo di Google non aveva iniziato a decidere le sorti di ogni sito web, la quantità finiva talvolta col prevalere sulla qualità e una strategia di posizionamento basata sul link building poteva funzionare indiscriminatamente e indipendentemente dal tipo di contenuti promossi, dalla rilevanza del tuo prodotto o servizio rispetto alle ricerche effettuate, dal numero di competitors nella tua nicchia di mercato. Col tempo le modalità che regolano la SERP sono – per fortuna o purtroppo – molto cambiate, la SEO è diventata un processo molto raffinato che può darti risultati ottimali solo bilanciando una molteplicità di fattori. Tuttavia, il tanto bistrattato ricorso ai link in entrata verso il tuo sito, se usato con criterio e intelligenza, resta ancora un metodo valido per scalare posizioni nei motori di ricerca. Vediamo insieme come.

Cosa intendiamo oggi per link building e a che obiettivi porta il suo utilizzo

Per quanto siano in molti ad aver più volte annunciato l’imminenza del suo funerale, il ricorso al link building come tattica che ti permette di incrementare visibilità, autorevolezza e di conseguenza traffico, è ancora ben presente nel paniere di un’efficace strategia SEO. Per avvalorare questa affermazione però dobbiamo definire bene di cosa stiamo parlando: quello che finora abbiamo conosciuto come pianificazione di link che puntino verso il nostro canale web ha progressivamente virato verso l’idea di link earning, ossia un processo più “naturale” di condivisione delle informazioni che vogliamo diffondere.

Alla base di tutto c’è una riflessione semplice ma per certi versi sottile, che richiede attenzione e metodo per essere correttamente messa a frutto: se hai realizzato qualcosa di buono e qualitativamente elevato ma non hai modo di farlo conoscere a chi potrebbe esserne interessato, hai prodotto uno sforzo inutile e non ne otterrai alcun beneficio.

E’ questa la visione con cui devi pensare a sfruttare il link building: una serie di azioni che veicolino i tuoi contenuti, il tuo messaggio, la tua identità, non tanto per trovare un compromesso o un reciproco scambio di favori tra soggetti che operano nel web, quanto perché ciò che hai realizzato merita, in virtù della sua intrinseca qualità, di essere diffuso e condiviso.

Attento alle penalizzazioni

Non a caso Google ha contingentato sempre di più il ricorso ai backlinks (cioè i collegamenti al nostro sito inseriti negli spazi web degli altri) via via che ha modificato l’algoritmo per il posizionamento. Questo perché ci si è accorti che in molti sfruttavano – e ancora oggi provano a sfruttare – artificialmente questo mezzo, aumentando senza controllo il numero di link per essere più visibili. Detto in parole più povere quindi, non ti serve costruire una miriade di collegamenti che puntino tutti al tuo sito, né di piazzare un riferimento al tuo business su tutti i canali a cui puoi arrivare, a meno che non siano pertinenti a quello di cui ti occupi. Questo anzi sarà il miglior modo per essere penalizzato e non comparire tra le prime posizioni della ricerca su Google!

Non è necessariamente blasfemia pianificare l’acquisto di un backlink, né una tattica aggressiva sui siti directory che permettono di segnalare il proprio sito, e neppure proporre uno scambio di link, ma in generale è meglio evitare qualsiasi strategia che in gergo si definisce black hat SEO. Il tuo obiettivo infatti deve sempre rimanere quello di ottenere visibilità e traffico attraverso il reale interesse che riesci a suscitare coi contenuti che proponi.

Qualche suggerimento pratico per fare un buon link building

Le opportunità per creare una strategia ottimale in chiave SERP possono essere tante e non devi necessariamente pensare a soluzioni cervellotiche: molti backlink possono arrivare al tuo sito anche attraverso azioni che metti in pratica abitualmente ma che magari non hai ancora pensato di sfruttare in questo senso.

Al primo posto ci sono ovviamente i contenuti: il modo migliore di farti conoscere e di suscitare interesse è pubblicare qualcosa di grande valore, che sia diverso da tutto ciò che si può trovare in altri siti e che comunichi alla perfezione il tuo business. Ma oltre a promuovere i contenuti del tuo sito puoi anche lasciare una tua traccia in blog, siti e piattaforme terze: assicurati che siano spazi affidabili, con una buona reputazione, un link proveniente da una di queste fonti può valere più di tanti altri collegamenti di bassa qualità.

La partecipazione attraverso i contenuti è in effetti un elemento fondamentale: puoi per esempio scrivere la recensione di un prodotto o di un servizio, chi lo ha realizzato o chi lo fornisce sarà naturalmente ben disposto a “restituirti il favore” sottoforma di backlink; forum, community, social media sono ovviamente altri canali da sfruttare per creare conoscenza e generare curiosità per ciò che offri; gioca anche la carta delle directory tematiche, che possono garantire costanza sul piano quantitativo.

Non aver paura di fare rete: la cosiddetta reciprocità è un processo che pochi utilizzano ma che si rivela sempre utile, soprattutto se sai gestire i contatti con chi produce contenuti complementari ai tuoi e sai suscitare interesse verso il tuo business. Non si tratta infatti di scambiarsi link, ma di creare i presupposti affinché ciò che offri sia percepito come un valore aggiunto da altri blogger o webmaster; per aiutarti in tal senso puoi inviare i tuoi contenuti a tutti quei siti che ritieni possano avere rilevanza rispetto a ciò che promuovi, guadagnerai certamente maggiore visibilità presso gli utenti che li visitano abitualmente e questo spingerà naturalmente chi li gestisce e amministra a “tenerti d’occhio”.

Dato che l’essenza dell’attività di link building resta quella di ottenere il maggior numero di condivisioni al tuo spazio web, coinvolgi a tutti i livelli soggetti che possano garantirti un ritorno: puoi contattare esperti ed influencer, magari proponendo loro un’intervista da pubblicare successivamente e che ti garantirà quasi di sicuro un link di qualità, oppure organizzando i tuoi annunci social in funzione del pubblico che hai deciso di informare: qualche blogger o autore di articoli giornalistici finirà sicuramente con l’interessarsi a ciò che fai.

Non c’è nulla di sbagliato neppure nello sfruttare le tue conoscenze, comprese quelle off-line: se hai amici che gestiscono un sito o un parente che segue un blog affermato, chiedi pure un backlink; è un modo semplice e veloce di costruire visibilità. Devi ovviamente verificare che ci sia una minima correlazione fra la tua proposta e quelle con cui puoi entrare in contatto, altrimenti otterrai solo una condivisione di scarsa qualità e finirai con l’essere penalizzato.

Varia la gestione del link building anche in base a fattori più tecnici: puoi ad esempio sfruttare uno strumento come l’infografica per portare valore e ottenere condivisioni attraverso questo formato; se hai sufficiente dimestichezza poi lavora con tools specifici sull’analisi del Page Rank, delle scelte operate dai tuoi concorrenti o sul recupero dei cosiddetti broken links (collegamenti che non funzionano più ma che possono essere “riparati” e riutilizzati).

Come hai potuto vedere le opportunità che una strategia di link building può ancora offrirti sono numerose, se ben pianificata: è necessario che tu sia in grado di trasmettere il valore della tua offerta attraverso contenuti di qualità, senza mai esagerare e analizzando bene ogni dettaglio, ma i canali a tua disposizione sono tanti e ognuno può celare un vantaggio che, se ben sfruttato, può farti guadagnare terreno sulla concorrenza.

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