Cosa sono le quattro fasi dell’inbound marketing

quattro fasi dell'inbound marketing

Le quattro fasi dell’inbound marketing sono un punto essenziale per definire la tua strategia digitale. Una strategia che va oltre l’interruzione, perché oggi il concetto di permission marketing ti consente di intercettare il pubblico attraverso ciò che vuole veramente.

Qui entra in gioco l’inbound marketing con il percorso che consente di passare dalla fase di totale inconsapevolezza del brand a quella di cliente affezionato. Anzi, di ambassador capace di fare pubblicità all’azienda in modo del tutto autonomo e libero, senza vincoli e costrizioni.

quattro fasi dell'inbound marketing
Queste sono le fasi da ricordare – Fonte immagine

Il punto più importante: l’inbound marketing tende a conquistare il pubblico, e a portare nuovi clienti attraverso un processo che non prende in considerazione l’interruzione pubblicitaria. O meglio, l’advertisign diventa ciò che le persone vogliono dal tuo lavoro di content marketing.

Ecco la grande rivoluzione delle quattro fasi dell’inbound marketing. Quindi, quali sono? A cosa servono? Come puoi ottimizzarle per raggiungere i tuoi scopi? Qui trovi una spiegazione.

Da leggere: come scrivere un blog di successo

Attirare il potenziale cliente sul sito

Questa, concedimelo, è la fase che preferisco perché riguarda da vicino la mia specializzazione. Il primo passo da compiere è quello che ti consente di far arrivare il cliente sul tuo sito.

O comunque verso una risorsa che porta l’individuo a conoscere il tuo nome, il tuo universo professionale. In questa fase l’individuo non ti conosce, non sa chi sei e cosa fai. Oppure ha già sentito parlare di te ma non è ancora un utente fidelizzato. E non è neanche un lead.

A questo punto devi mettere in campo una serie di strategie per permettere alle tue risorse di farsi trovare. La soluzione più conosciuta, flessibile e ben disposta verso questo scopo?

Attirare il cliente sul sito

La pubblicazione di articoli per il blog, ma non contenuti promozionali e autoreferenziali: alla base di questo lavoro c’è un’attività di keyword research per scrivere post capaci di intercettare le ricerche informazionali. Vale a dire quelle che non puntano a una conversione diretta ma cercano di dare risposte alle domande degli utenti che potrebbero essere interessati.

La produzione dei contenuti sul blog permette di avere materiale da condividere sui social, ciò avviene grazie alla tua attività sui profili ufficiali e attraverso le condivisioni spontanee che arrivano dal pubblico. Grazie a tutto ciò puoi ottenere l’attenzione del pubblico.

Il blog è l’unica strada da seguire?

Questo è utile. Non esiste solo il blog, non è questa l’unica strada da affrontare per ottenere il tuo risultato e mettere in pratica le quattro fasi dell’inbound marketing.

Inbound marketing

Guarda questo grafico di Moz. Qui c’è una schematizzazione del concetto, come puoi ben vedere c’è scritto cosa è e cosa non è considerato inbound marketing. Ma una cosa è certa: per dare all’utente ciò che vuole, e per farti trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te, non basta esserci. Devi operare in modo da creare qualcosa di utile per chi ti segue.

Crea una conversione, un lead utile

Le persone sono arrivate sul tuo blog, poi le hai portate sul sito attraverso dei link interni. Questo ha senso solo se crei un sistema di landing page capace di portare l’utente verso una soluzione.

lead

Una soluzione che consente di trasformare un utente in qualcosa di più. Magari un cliente grazie a una vendita diretta, o un lead se il tuo business prevede una conversione differente. Il punto però è un altro, i siti hanno bisogno di pagine specifiche per trasformare gli utenti in clienti.

Se hai un e-commerce, come dicevo prima, la transazione è immediata. Ma se sei un’agenzia che vende servizi dopo aver inviato un preventivo devi fare in modo che la landing page porti l’attenzione verso le call to action che spingono il singolo a svolgere un’azione.

Si parla di call to action, bottoni che invitano a raggiungere ciò che desideri. In questa fase hai la possibilità di ottenere il contatto con il potenziale cliente. E qui si apre una nuova fase.

Concludi la vendita con il cliente

Questa è l’ultima sezione del funnel? Non proprio, o almeno questo è ciò che si pensa in un approccio superficiale. In ogni caso il lead deve diventare cliente e questo avviene attraverso un sistema di email che può essere più o meno semplice. Per i business poco complessi, come può essere quello di un libero professionista, non hai bisogno di grandi passaggi.

vendita

Ma l’inbound marketing lavora anche con chi deve convincere l’utente per portarlo da lead a prospect. E poi verso la fase customer che coincide con la vendita finale.

Questo passaggio può essere svolto attraverso programmi specifici, tipo CRM (customer relationship management), per la gestione della relazione con i clienti che consentono di organizzare il flusso di lavoro nel miglior modo possibile.

Qualche nome da segnare in agenda: Zoho, Insightly, Zendesk. E poi c’è una bellissima app per trasformare il tuo account Gmail in un CRM: questa è una vera comodità.

Delizia chi ha già acquistato da te

La fase più interessante, quella che crea un passaggio netto tra vecchie e nuove metodologie. Le quattro fasi dell’inbound marketing si chiudono qui, ma solo all’apparenza. Perché lo step conosciuto come quello che delizia il contatto, in realtà, apre il mondo a una prospettiva diversa.

La vendita è conclusa, e questo è un bene. Ma si continua a lavorare sul contatto. Non solo per fare cross selling e per convincere le persone a fare acquisti. Per ottenere questo risultato puoi lavorare anche con il remarketing e le newsletter, non devi per forza rimanere in questo recinto.

quattro fasi dell'inbound marketing

Come dicevo, la prospettiva dell’inbound marketing non si ferma all’interrompere il flusso informativo dell’utente. No, si tratta di farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Prima, durante e dopo la vendita. Ora, chi lavora bene con questa metodologia sa bene che un contatto soddisfatto deve essere alimentato e coltivato.

Per aumentare le vendite, è chiaro. Ma anche e soprattutto per fare in modo che diventi un evangelista del tuo brand, una persona capace di spingere in modo automatico e senza forzature.

Come avviene tutto questo?

Attraverso gli stessi strumenti che hai usato per intercettare e fidelizzare il cliente nelle prime fasi. Ad esempio puoi usare newsletter interessanti, e non solo email di vendita per spingere i tuoi prodotti o servizi. Oppure puoi usare il video marketing, il già citato blog, gli aggiornamenti dei social o magari dei webinar gratuiti. Devi fare in modo che le persone siano felici di essere al tuo fianco. E onorati di fare il tuo nome, di fotografare e pubblicare foto di ciò che fai.

Per approfondire: come creare un blog con WordPress in 5 minuti 

Quattro fasi dell’inbound marketing

Queste sono le indicazioni base per lavorare con una strategia chiara, ben definita. E soprattutto efficace. Perché le quattro fasi dell’inbound marketing hanno questo grande vantaggio rispetto a tante altre strategie di promozione: sono perfette per piccole e grandi realtà.

Sono flessibili, adatte a realtà piccole e grandi. A chi vuole lavorare con piccoli budget ma anche alle soluzioni che fondono il permission marketing con l’advertising sui grandi mezzi di comunicazione. Come i quotidiani e la TV. Tu hai dubbi su questa realtà? Hai già messo in pratica questa digital marketing strategy? Lascia la tua opinione nei commenti del post.

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